I progetti delle scuole

Il Museo del Pleistocene e la Riserva Naturale della valle dell'Aniene

Cartolina-Museo-pleistocene

Cartolina progettata dagli alunni dell'IC di Via Palombini che partecipano al progetto Comenius

Il nostro istituto è situato nel V Municipio ed è costituito da otto plessi dislocati in una vasta area di notevole interesse storico, archeologico e naturalistico lungo il tratto attuale e antico del fiume Aniene, tra Ponte Mammolo e Ponte Nomentano. Numerose sono le emergenze archeologiche ancora poco conosciute e non pienamente valorizzate lungo il corso del fiume e nelle sue adiacenze, segno di come l'Aniene fin dall'epoca preistorica abbia costituito un ambiente favorevole agli insediamenti umani per l'approvvigionamento idrico e alimentare e per il suo utilizzo come via di comunicazione e trasporto.

Dirigente: Prof.ssa Silvia Romagnoli
Referente del progetto: Ins. Leda Tripodi

 

L'adozione dell'antico tratto del fiume Aniene (custodito nel Deposito pleistocenico di Rebibbia Casal de' Pazzi)  e del tratto odierno (che scorre accanto alla scuola) è stata la naturale prosecuzione di percorsi educativi e didattici avviati nel corso degli anni con l'intento di promuovere nei ragazzi la cultura del rispetto dell'ambiente e favorire la costruzione della loro identità sociale e culturale. La partecipazione al progetto "La scuola adotta un monumento" e alle attività della Rete Tiburtina-Collatina, costituiscono ormai un importante tassello del curricolo d'istituto e contribuiscono all'arricchimento dell'offerta formativa, nel contesto di una più ampia progettazione realizzata in collaborazione con enti e associazioni del territorio, quali la Sovrintendenza Comunale BB.CC. Monumenti Antichi e Scavi, l'Associazione "Roma Oltre le Mura", l'Associazione "Insieme per l'Aniene", il Centro di Cultura Ecologica - Archivio Ambientalista... e molti altri ancora.

Il Museo del Pleistocene

L'attenzione dei ragazzi, degli insegnanti e dei genitori si è focalizzata soprattutto sul Museo del Pleistocene, un piccolo tesoro nascosto, per anni in stato di abbandono. Esso è ancora sconosciuto a molti abitanti del quartiere, ma rappresenta per il territorio un'importantissima risorsa per il suo valore storico e scientifico in quanto è l'ultimo dei giacimenti pleistocenici della Valle dell'Aniene.

"... Ma quello che di più ha colpito noi ragazzi sono state le lunghe zanne di varie dimensioni che hanno messo in moto la nostra fantasia, proiettandoci nel passato, al tempo in cui i pachidermi, cui quelle zanne appartengono, "pascolavano" dove adesso ci sono le nostre case e nei nostri spazi abituali. Un fremito ci ha attraversato quando ci siamo resi conto che eravamo in un luogo preistorico simile a quello rappresentato da Spielberg nei sui film."

L'appello della scuola

I nostri allievi, in collaborazione con le scuole della Rete Tiburtina-Collatina, sono stati promotori di un appello alle autorità per chiedere la sua definitiva apertura al pubblico. In questi anni, durante la Settimana dei Beni Culturali ed il Natale di Roma essi hanno fatto da guida a genitori e cittadini in visita al Museo aperto per l'occasione. Grazie anche a loro, i lavori di manutenzione e di ampliamento sono oggi in via di conclusione.

Obiettivi e metodologia

Attraverso attività laboratoriali ed esplorazioni sul campo, che vedono il quartiere diventare una vera aula all'aperto, ci  si è proposti di favorire nei ragazzi:

  • la scoperta delle radici storiche antiche nella realtà locale presente;
  • la conoscenza del fiume nei suoi diversi aspetti biologici, geografici, storici;
  • l'acquisizione di competenze d'indagine;
  • l'espressione di potenzialità creative;
  • la sperimentazione di sentimenti di appartenenza, solidarietà e condivisione;
  • la sperimentazione di iniziative di cittadinanza attiva.

Pur differenziando le attività in base all'età degli alunni, il progetto si è sviluppato  sempre all'interno di un percorso interdisciplinare che ha proposto l'indagine e la scoperta del fiume come elemento del paesaggio naturale e umano. I ragazzi hanno affrontato un "viaggio nel tempo" e  sono stati sollecitati ad operare un continuo confronto tra passato e presente, tra ambiente naturale e ambiente antropico, tra ambiente vicino e ambienti lontani.

Per sollecitare la motivazione all'apprendimento a partire dall'esperienza sono state progettate molte attività di laboratorio ritenute qualificanti per l'offerta formativa, tra cui la simulazione di scavo archeologico, il laboratorio sull'acqua, la realizzazione di una pittura murale in una parete esterna della scuola, il laboratorio di lettura creativa. 
 

La simulazione di scavo

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La simulazione di scavo mira a suscitare nei bambini l'interesse per il passato a partire dal fare, essa nasce dall'intenzione di spiegare loro modalità d'intervento e scopi dell'archeologia intesa come scienza storica e allo stesso tempo di sensibilizzarli nei confronti dei beni archeologici presenti nel territorio.

Il laboratorio sull'acqua e la visita alla Riserva

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I percorsi didattici, basati sull'esperienza diretta e sul piacere della scoperta, coinvolgono i ragazzi in un rapporto diretto e gioioso con l'ambiente naturale.

La progettazione partecipata

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Bozzetto per la pittura murale da realizzare nella piazza antistante il Museo mediante progettazione partecipata

La nostra scuola, tradizionalmente attenta alle problematiche dell'educazione ambientale, ha voluto assumere un ruolo attivo nei processi di riqualificazione del proprio territorio e rendere visibili le proposte dei ragazzi sul futuro del proprio ambiente di vita, valorizzando quella cultura locale spesso sconosciuta ai libri di testo.

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