La Rete...denuncia

La Rete...denuncia

Qualche anno fa la Rete Tiburtina - Collatina ha adottato il Centro Baobab, luogo di incontro di culture diverse.

In questo anno 2015 il Baobab, avendo accolto 35.000 migranti transitanti attraverso l’Italia, era diventato altro.

ponte-mammoloRiportiamo in questo articolo il testo delle email che la Classe II D della Scuola secondaria I.C. Piazza Gola ha inviato il 21/03/2014 al Presidente del municipio IV e al Sindaco di di Roma Capitale dove ha fatto presente lo stato di degrado in cui versa Ponte Mammolo, nonché lo spazio adiacente.

Oggetto: richiesta intervento di manutenzione Ponte Mammolo vecchio.

Gentile Presidente, siamo i ragazzi della II D della scuola secondaria dell’ I.C. Piazza Gola. Ci permettiamo di disturbarla perché vorremmo segnalarle una questione di estrema importanza.

Nella giornata del 4 marzo scorso, la nostra classe ha effettuato un’uscita didattica nel quartiere. Abbiamo visitato il Museo del Pleistocene, la torretta di Ripa Mammea, gli antichi stabilimenti della Solvay ed infine il vecchio Ponte Mammolo. Proprio alla fine del percorso abbiamo dovuto tristemente prendere atto dello stato di degrado in cui versa il ponte, nonché lo spazio adiacente. Le chiediamo di prendere in considerazione la situazione e di intervenire. Infatti, come lei sicuramente sa, si tratta di un ponte di rilevante importanza storica per il quartiere, risalente all’epoca romana. Non chiediamo interventi di straordinaria manutenzione, ma piccole attenzioni: ad esempio dei cartelli che segnalino il luogo come sito storico, la pulizia degli spazi…

Il ponte attualmente è una vera e propria discarica: occorrerebbe un risanamento della zona e successivamente dei controlli periodici, per i quali offriamo la nostra disponibilità a collaborare qualora ce ne fosse bisogno.

La ringraziamo sin da ora per l’attenzione. Un saluto cordiale, La II D 

patrimoni most-visited-cities
Da un'analisi statistica possiamo osservare come l'Italia possieda il maggior numero di patrimoni dell'UNESCO... nonostante ciò possiamo osservare come il numero di turisti che arrivano annualmente in Italia sia molto inferiore rispetto ad altri paesi e come nelle prime 10 città più visitate nel mondo non ce ne sia nessuna Italiana.

Abbiamo analizzato in questo progetto i possibili motivi per cui ci siamo venuti a trovare in questo controsenso.
Siamo partiti da alcuni beni dimenticati che hanno colto la nostra attenzione proprio perchè non valorizzati: gli acquedotti romani , quelle grandi opere ingegneristiche che non hanno avuto eguali per molti secoli a venire. La loro conservazione dovrebbe essere un obbligo indiscutibile. Qualcosa però deve essere andato storto... Abbiamo verificato che molti acquedotti nel territorio romano sembrano essere dimenticati, la nostra dimenticanza ha fatto si che oggi questi reperti storici siano crollati o siano avviluppati dalla vegetazione. Ciò oltre a dannegiare le strutture l rende difficilmente visibili ai passanti.
Un paese che vuole puntare sul turismo deve cercare di valorizzare al meglio i beni che possiede!

lega-lombarda1Quando aprì il cantiere, pochi trovarono da ridire. Il vecchio deposito Atac davanti al cinema Jolly in via della Lega Lombarda, a Roma, sarebbe diventato un complesso avveniristico di case di pregio, uffici e una piccola compensazione per il quartiere, una biblioteca e qualche appartamento a canone sociale. Ma, buttate giù le vetuste rimesse, ecco i primi muretti di opus reticolatum. La soprintendenza scava, e trova. Una ricca villa – ed estesa su larga parte del cantiere – che probabilmente raggiungeva il Fosso di Pietralata. Su preesistenze di età arcaica, V e IV secolo a.C. - poi ampliata in epoca repubblicana, e abitata fino all'età imperiale. Posta com'è tra san Lorenzo e sant'Ippolito potrebbe essere stata usata come Domus ecclesiae. Dal II secolo venne abbandonata e usata come necropoli, per essere riutilizzata poi in epoca medievale.

Tra i ritrovamenti, un pavimento in mosaico, un altare, un colombario con stucchi e intonaci dipinti, frammenti di marmo e di sarcofagi con epigrafi, una larga vasca, forse una fontana. “Ma più probabilmente - dice Paola Filippini, l'archeologa della Soprintendenza che segue gli scavi, un piccolo impianto produttivo, legato all'uso dell'acqua – quella era una zona paludosa e vicino scorreva un corso d'acqua che poi si gettava nel Fosso di Pietralata - usato fino all'epoca medievale. E infatti abbiamo trovato anche delle canalizzazioni. Finora abbiamo fatto saggi di superficie, solo per evidenziare le creste dei muri – danneggiati peraltro dalla costruzione della rimessa Atac e dai successivi rimaneggiamenti - lo scavo vero e proprio continua. E' un sito complesso di cui abbiamo finora solo evidenziato i limiti”.

 E ora, che succede? Il III Municipio ha fatto un un sopralluogo in febbraio, e la ditta costruttrice (Parsitalia) ha annunciato modifiche al progetto. Ma in questi giorni accanto ai tecnici della soprintendenza hanno cominciato a lavorare anche gli operai della ditta, e c'è chi dice ci sia stata una rapidissima conferenza dei servizi per rimodulare il progetto e consentire l'avvio dei lavori.

Davvero basta mettere a quei palazzoni una ridda di palafitte per proseguire il cantiere, prima ancora che l'area venga del tutto studiata e “letta”? E dell'area archeologica che sarà? E i due piani di parcheggi interrati, inizialmente previsti?

I progettisti avevano promesso un complesso avveniristico del tutto ecosostenibile: massima efficienza energetica, gestione del ciclo delle acque, giardini e fontane, grande qualità ambientale. La villa romana obbliga però a riconsiderare tutto: è davvero ecosostenibile una costruzione che rade al suolo – o ricopre di terra – un sito del genere? Giardini pensili e fontane, previsti per i tagli di maggiore pregio, basteranno a garantire il promesso “benessere psicofisico degli abitanti”, una volta noto che le “ville urbane” sono costruite su un antico cimitero? Già, perché il progetto prevede tre edifici di varia consistenza con nove “ville urbane”, attici “per pochi esclusivi acquirenti”. Più in basso uffici e servizi commerciali, e la "Torre": un edificio alto 11 piani, “rivestito con un involucro leggero e trasparente, che di notte diventa una vera e propria pelle luminosa. Le altre unità abitative, dai 42 mq ai 95 mq, sono dotate di logge su tutti i fronti con incredibile vista sulla città”. E sul verde del Verano. Ecco il sito dove è presentato il progetto  

Perché non fermare il cantiere adesso, prima che partano i lavori di fondazione, compensando la ditta con un'altra area? Perché non utilizzare l'unica parte ancora in piedi, l'ingresso del garage, per ospitare un museo-biblioteca, e lasciare spazio agli scavi e all'area archeologica? Una “Città del sole” - questo l'ambizioso nome del progetto, che ha vinto un prestigioso premio di architettura, il Mattone d'oro 2010 – si può costruire dovunque, e magari riqualificherebbe un pezzo di periferia. Mentre il Tiburtino, assetato di verde e di spazi pubblici, ne avrebbe un po' di respiro.

Questo è quello che chiedevano i cittadini ieri, oggi i lavori sono stati quasi totalmente completati  e "La città del Sole", sorge sui reperti archeologici, i quali sono stati studiati, catalogati e, quando possibile, conservati dalla Soprintendenza dei beni archeologici di Roma  e infine interrati sotto sotto le fondamente dei palazzi che svettano sul Verano.

Immagini dei ritrovamenti nell'area del vecchio deposito Atac

Immagini dei reperti nell'area del vecchio deposito Atac OGGI

 

ittiogenico2Nato nel 1895 nell'immobile di un antico saponificio, lo stabilimento ittiogenico di Roma ha alle spalle oltre un secolo di storia, di attività di ricerca e di esperienza didattica. Centro specializzato di pescicoltura da ripopolamento, laboratorio sperimentale per l'allevamento e il recupero di specie in via di estinzione, polo museale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ittico, lo stabilimento è stato anche un monumento adottato dalla scuola Falcone Borsellino nell'ambito del progetto del Comune "adotta un monumento".  Grazie alla sua posizione strategica, potrebbe un domani diventare una vera e propria struttura d'Avanguardia per la cultura dell'acqua, un motore di risorse e un generatore di ricchezze.

Ma oggi nell'anno, anno 2015, da fiore all'occhiello l'ex Stabilimento Ittiogenico è diventato una bidonville:  da  piccolo gioiello di archeologia industriale, chiuso nel 2007,  oggi è il rifugio per senzatetto e discarica a cielo aperto.

Eppure potrebbe ancora ritornare ad essere  ... una perla rara protetta dalla sua conchiglia di semi-invisibilità.

logo p.zza Campidoglio 2Andare nella sala della Protomoteca del Campidoglio  per la  presentazione annuale del progetto :”La Scuola adotta un monumento“ è sempre piacevole. Il luogo ameno, gli autorevoli oratori, lo sguardo attonito o distratto dei ragazzi delle scuole fanno parte di questo rito che ormai si ripete da diversi anni.

La riunione del 14 gennaio era su  ”Spazio pubblico e democrazia, gloria, degrado e riscatto delle piazze d’Italia.”

E il bravissimo prof. Montanari ha spiegato con la sua solita perizia e dovizia di particolari l’importanza della piazza nella nostra cultura e della partecipazione. Molti i docenti provenienti da tutta Italia presenti in sala, spesso  legati da tempo  a  La scuola Adotta un Monumento, progetto ormai collaudato in quanto arrivato a Roma nel 1995. Il progetto vuole essere un progetto di educazione permanente al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e più in generale dell'ambiente, che riconosce la centralità della scuola nella formazione della cultura e dei comportamenti dei cittadini ed individua nelle giovani generazioni il soggetto privilegiato per l'affermazione di una nuova consapevolezza del bene culturale.

Cosa significa nuova consapevolezza? Significa imparare a riconoscere i beni culturali come emergenze monumentali e insieme manufatti antropologici, radicati nel tessuto culturale e sociale di una comunità, segno forte della sua identità e, al tempo stesso, veicolo di sentimenti di appartenenza, di solidarietà, di condivisione.

settecaminiCara Patrizia,
è la cultura della valorizzazione che manca.

Condivido la tua lettera accorata. Potrei raccontare di molte battaglie perse e di come, talvolta, siamo disarmati e senza strumenti e senza risorse.
Vorrei ricordare anche Settecamini tra i luoghi che il vostro progetto sta contribuendo a valorizzare!
Molti parlano delle periferie, ma l'operazione che voi fate per un verso con le nuove generazioni e che noi cerchiamo di fare dall'altro, salvando e restituendo almeno parte del patrimonio storico di un territorio, talvolta sembra essere una goccia nel mare!
Sai che Aquilio Regolo è uno dei tanti luoghi tutelati e non valorizzati. I colleghi dello Stato non riescono. Toppo lavoro e, anche, una cultura della conservazione che soverchia, troppo quella della restituzione ai cittadini. Che dire? Non cediamo... troviamo nuove energie e nuovi alleati.
Patrizia

Patrizia Gioia
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Monumenti Antichi ed Aree Archeologiche del Suburbio
Via Ostiense 106 – 00154 Roma

Cara Patrizia,
ancora una volta hai dato fiato ai nostri pensieri ... Non sono le tue domande quelle che da anni ci poniamo spesso nella Rete?
Quante volte ci siamo dette "Con che faccia mi presento ai miei alunni che mi chiedono conto delle iniziative intraprese?
Li ho forse illusi con vane speranze?".
Forse io sarei ancora un po' più dura. Sì, perché se vogliamo sollecitare il protagonismo sociale dei ragazzi, poi bisogna ascoltarla la loro voce, quindi insisterei di più non solo sull'abbandono dell'ambiente, ma sull'abbandono delle speranze dei ragazzi. Corriamo il rischio di farli sentire raggirati, già sfiduciati, disillusi, ... questo è il primo delitto per noi insegnanti! Se condividi le mie riflessioni non ti mancheranno... "le parole per dirlo". Penso che questa possa essere una lettera aperta firmata da te e sottoscritta da tutte noi della Rete, da inviare ai vari assessori e ministri (giacchè c'erano...) e da pubblicare sul sito della Rete. La giornata di mercoledì mi è piaciuta non solo per le cose che dici, ma perchè mi è sembrato di respirare un'aria un po' più fresca, forse una volontà un po' più "vera" di voler fare qualcosa. Mi ha riportata ai vecchi tempi di Adotta un monumento, ha allontanato il ricordo delle penose rappresentazioni degli ultimi anni... Anche il fatto di inserire il progetto nell'accordo tra i due ministeri mi sembra che voglia dare forza al progetto, ma... puntiamo subito l'attenzione sui problemi che rimangono aperti.
Baci Leda

Docente Leda Tripodi: referente RETE T.C.
Istituto Compresivo “Via Palobini” - Roma

Carissima Patrizia, carissima Leda, carissima Gabriella,

Ho letto con interesse ed emozione le vostre lettere aperte.
Sotto l'egida della Rete sono passate ormai parecchie generazioni di alunni e diversi sono stati i docenti che si sono alternati di anno in anno; altri visi, altri punti di vista, altri modi di operare ma con un "sentire" comune .
Nella schiera di insegnanti, di scolari e di studenti ci sono stati i "devotissimi", i "tiepidi" , gli attivissimi. Chi rimaneva, chi sostava per un pò, chi si perdeva.
Tutti accolti con rispetto e cordialità; mai nessuno dimenticato.
Infine, voi, insieme a costituire il genius loci della Rete.
Vi ho ammirato per la competenza, la dedizione , l'onestà di pensiero . Ho sentito un'affinità che raramente accade nel mondo della scuola. Sono convinta che qualcosa di positivo accadrà.
Con affetto
Lidia

Prof.ssa Lidia Fustolo: referente RETE T.C.
Docente presso il Liceo Statale N. Macchiavelli - Roma

Visita GuidataData: Lunedì 26 gennaio 2015, 13:09

Cara Patrizia, ti ringrazio, intanto, a nome di tutta l'associazione Radici per l'impegno profuso per più di due decenni nella valorizzazione ambientale, storica e culturale del territorio in cui viviamo. 

Ti ringraziamo per averci citato nella battaglia per il Parco Tiburtino e, per aver ricordato che il progetto ha bisogno ancora di tanto lavoro per arrivare a compimento,in particolare rispetto all'area archeologica che rende questo parco particolarmente importante. 

Colgo l'occasione per invitare te e la Rete Tiburtina alla visita guidata al Mausoleo di Aquilio Regolo e all'area archeologica del Parco Tiburtino che si terrà domenica 1° febbraio alle ore 10.  Ti anticipiamo che nel prossimo futuro anche l'Istituto Ittiogenico sarà oggetto di una nostra iniziativa, per nonparlare dello Stadio Flaminio, di fronte al quale abbiamogià organizzato un concerto il 9 novembre scorso.

Rinnovandoti tutta la nostra stima, ti abbracciamo forte, in attesa di incontrarcidomenica mattina,ciao, Andrea

 

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